+39 0444 1800261

Uno dei fondamentali presupposti della libera concorrenza è rappresentato dalla possibilità per il consumatore di attribuire meriti e demeriti ai prodotti e servizi che sono offerti ed immessi nel mercato dalle imprese. Per far questo è indispensabile che il consumatore sia messo nella condizione di poter “identificare” da quale impresa proviene un certo prodotto o servizio, poiché solo così sarà in grado di poterlo riacquistare se soddisfatto.


Questo compito di identificazione è svolto dal marchio, che funge in pratica da “nome” e “cognome” del prodotto stesso rendendolo individuabile e distinguibile rispetto a quelli concorrenti proprio in quanto proveniente da una determinata fonte produttiva. Questa funzione del marchio, detta “funzione distintiva”, è una delle più importanti del marchio.


Con il marchio il consumatore associa il prodotto ad una certa impresa diventando nel contempo sinonimo di garanzia di una certa qualità produttiva.


Ai sensi dell’Articolo 7 del Codice di Proprietà Industriale, possono fungere da marchio “i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, […come…] le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche”.


Dalla definizione si può ricavare il principio che può essere marchio qualsiasi segno suscettibile di essere rappresentato graficamente e in grado di veicolare un messaggio.


Elencazione di “cosa” può essere marchio ha carattere meramente esemplificativo. Vediamo quali sono le principali tipologie di marchio:

  • Parole (di senso compiuto o di fantasia) es. “MULINO BIANCO”, “ADIDAS”
  • Numeri (anche singole cifre) es. “3” della compagnia HG3
  • Lettere (singole o sigle) es. “G” di GUCCI, “KA” della FORD
  • Disegni (con o senza significato semantico) es. “CAVALLINO RAMPANTE” della FERRARI
  • Suoni es. Jingle pubblicitario
  • Forme (prodotto e/o confezioni) es. “bottiglia di vetro” della COCA COLA
  • Colori (o combinazioni) es. “Arancione” della ING DIRECT

Benché non espressamente indicati, si ritiene che anche gli odori/profumi possono fungere da marchio. A tal proposito si può citare la discussa sentenza della Commissione di ricorso dell’UAMI che ha ammesso la registrazione dell’odore di “erba tagliata” come marchio per contraddistinguere palline da tennis.


Ricordiamo che l’ordinamento riconosce al titolare del marchio registrato un “monopolio”, ovvero un diritto che consiste nella facoltà utilizzare in via esclusiva il segno e di impedire ai terzi dal farne parimenti uso.
 
Qui di seguito l’elencazione dei principali servizi offerti dallo studio in materia di marchi d’impresa:

  • Ricerche di anteriorità in Italia e all’estero;
  • Deposito di marchi in Italia e all’estero;
  • Prosecution nelle procedure di registrazione;
  • Opposizioni ed azioni di nullità contro domande di marchio e/o registrazioni successive ai propri diritti;
  • Pareri pro-veritate sull'interferenza tra i diritti di marchio (e segni distintivi in genere);
  • Trascrizioni e annotazioni in Italia e all'estero;
  • Valutazione economica;
  • Servizio di sorveglianza.

Quest’ultimo servizio merita un breve approfondimento. Per il titolare di un marchio è fondamentale venire prontamente a conoscenza dell’esistenza di marchi successivi, interferenti e/o confondibili con il proprio, al fine di poter reagire al più presto alla violazione dei propri diritti.


Infatti la maggior parte delle legislazioni vigenti in materia (compresa quella italiana) prevedono il meccanismo della “convalida”. Se il titolare di un marchio anteriore non reagisce alla violazione subita entro 5 anni dalla registrazione di un marchio successivo, gli sarà preclusa qualsiasi azione legale e il marchio successivo (anche se identico o simile al proprio!) potrà pertanto dirsi “convalidato”.


Per queste ragioni si consiglia sempre di attivare un servizio di sorveglianza che permette di individuare tempestivamente eventuali depositi successivi di marchi identici o simili al proprio.