+39 0444 1800261

RIFORMA 2016 DEL MARCHIO COMUNITARIO

Entrerà in vigore il prossimo 23 marzo 2016 il nuovo Regolamento (UE) 2015/2424, che apporta alcune significative modifiche all’attuale disciplina del marchio comunitario.

Qui di seguito vengono sinteticamente riassunti gli aspetti pratici più importanti che interessano chi è già titolare di un marchio comunitario, oppure chi pianifica di diventarlo in un prossimo futuro.

Nuovo regime delle tasse ufficiali

Le tasse di deposito subiscono un leggero incremento, mentre un taglio significativo si riscontra per quelle di rinnovo.

L’aspetto più rilevante è che la tassa “base” di deposito non coprirà più tre classi come oggi.

Regime tasse attuale

Regime tasse dal 23.03.16

Deposito

Deposito

Tassa di deposito 3 classi                                       € 900

Tassa di deposito 1 classe                                      € 850

Tassa di deposito per ogni classe in più              € 150

Tassa di deposito per la 2° classe in più                € 50

 

Tassa di deposito per ogni classe in più              € 150

   

Rinnovo

Rinnovo

Tassa di rinnovo 3 classi                                     € 1.350

Tassa di rinnovo 1 classe                                       € 850

Tassa di rinnovo per ogni classe in più                € 150

Tassa di rinnovo per la 2° classe in più                  € 50

 

Tassa di rinnovo per ogni classe in più                € 150

Un leggero decremento, attorno al  10%, riguarderà le tasse per i procedimenti di opposizione, azione di nullità e ricorso alla Commissione.

Ridefinizione lista prodotti/servizi dei marchi già esistenti

Questo è certamente l’aspetto più impattante e controverso della riforma.

Infatti, i titolari di marchi comunitari già concessi e registrati nel lasso di tempo che va dall’istituzione stessa del sistema del marchio comunitario alla sentenza della Corte di Giustizia “IP Translator” (intervenuta il 19.06.2012), i cui marchi che dovessero rivendicare il solo “titolo” delle classi della Classificazione di Nizza”, avranno tempo sei mesi - ovvero entro il 23.09.2016 - per riformulare la propria lista con le specifiche voci contenute all’interno delle classi stesse.

A nostro avviso, l’aspetto più controverso, non è tanto la necessità di rimaneggiare marchi già concessi (si noti che in passato la “pratica” di rivendicare il titolo delle classi era molto diffusa perché espressamente consentita), ma il fatto che per la riformulazione si dovranno utilizzare solo le specifiche definizioni contenute nella Classificazione di Nizza, la quale, come è noto, non è affatto esaustiva.

La mancata riformulazione determina la conseguenza che il marchio comunitario già registrato proteggerà esclusivamente le voci contenute nel titolo della classe di Nizza rivendicata.

Nei prossimi mesi sarà cura del nostro studio segnalare la necessità di provvedere a tutti i nostri clienti che si trovassero in queste condizioni, avviando le procedure per la corretta ridefinizione della lista prodotti e servizi.

Nuova denominazione: Marchio dell’Unione Europea

Con la Riforma, l’U.A.M.I. (Ufficio per l’Armonizzazione del Marcato Interno) cambierà la sua denominazione diventando “Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale” (U.E.P.I., in inglese E.U.I.P.O).

Anche il marchio comunitario assumerà la nuova denominazione di “Marchio dell’Unione Europea”(MUE, in inglese EUTM).

Altri aspetti della Riforma

La Riforma ha eliso l’obbligo di rappresentazione grafica del marchio, ciò dovrebbe tradursi in una maggiore apertura (leggasi più agevole registrabilità) dei cosiddetti “marchi non convenzionali” quali, ad esempio, i marchi costituiti da un profumo.

Altro aspetto significativo della Riforma - importante per gli Stati che hanno una forte tradizione nel settore alimentare - è l’espressa possibilità per i titolari di denominazioni di origine ed indicazioni geografiche di poter proporre opposizioni sulla base di esse verso nuove domande di marchio ritenute configgenti, nonché il fatto che le stesse - incluse le “specialità tradizionali” - costituiranno anche impedimento assoluto alla registrazione, e quindi sarà lo stesso Ufficio a doversi far carico di respingerle se configgenti.

* * *

Come sempre, i professionisti di EU®EKA sono a completa disposizione della propria clientela per qualsiasi chiarimento in merito alle notizie di cui sopra.