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Il sistema “Patent Box” in Italia

Al pari di molti paesi europei anche in Italia, con la legge di stabilità 2015 e con il relativo decreto attuativo licenziato dai Ministeri competenti di luglio 2015, ha preso forma definitiva il c.d. “Patent Box” che introduce una forma di tassazione agevolata per i redditi derivanti da diritti di titoli di proprietà industriale/intellettuale (ovvero brevetti, design, marchi, diritto d’autore sul software, e know how che nel linguaggio del Patent Box vengono indicati con la definizione “Beni immateriali”).

Questo nuovo strumento si differenzia rispetto ad altri incentivi già esistenti come i crediti d’imposta, i quali - come noto - operano sulle spese sostenute dalle imprese per le proprie attività di ricerca e sviluppo.

Il Patent box, invece, agisce sul lato opposto, ossia quello dei ricavi, garantendo una parziale esenzione da tassazione. E’ quindi un sistema di agevolazione fiscale che ha come perno il bene di proprietà intellettuale, poiché opera sui redditi derivanti dal loro utilizzo.

In estrema sintesi, l’agevolazione consiste in una deduzione nella misura del 30% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% dal 2017 in poi per questi redditi.

Il decreto di attuazione stabilisce l’ambito di applicazione delle misure, i soggetti beneficiari, fissa i criteri per la determinazione del reddito agevolabile e le modalità per l’opzione del regime fiscale agevolato che ha una durata di cinque anni (rinnovabile).

L’agevolazione del Patent Box è riservata ai titolari di reddito di impresa: sono coinvolte tutte le tipologie di forme giuridiche, imprese di ogni dimensione e con qualsiasi tipologia di regime contabile (società di persone e di capitali, imprese individuali ecc.).

Il regime di agevolazione Patent Box è esercitabile a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, quindi a partire dal 2015.

Come anticipato, l’agevolazione introdotta con il regime Patent Box consiste nell’esclusione da imposizione dei redditi derivanti dai beni immateriali (diritti di P.I.) e le ipotesi considerate sono tre:

-  (1) in caso di utilizzo diretto: l’impresa utilizza il proprio bene di IP, e quindi sarà esclusa da imposizione la quota parte del reddito derivante dall’utilizzo dello stesso.

L’agevolazione potrà quindi essere sfruttata anche dalle aziende che utilizzano “direttamente” i propri beni immateriali, in questo caso sarà esente da imposta, con le percentuali sopra riportate, la porzione di ricavi derivante dall’utilizzo dei titoli citati.

La procedura di agevolazione implica tuttavia l’intervento dell’Agenzia delle Entrate, poiché detta porzione di ricavi da rendere esente dovrà essere individuata dall’Agenzia delle Entrate attraverso una procedura di ruling che il soggetto interessato dovrà attivare.

Si tratta di una procedura di interpello che implica un contradditorio con l’Agenzia delle Entrate al fine di “stabilire” la quota parte sopra citata. Per le PMI è in fase di studio una procedura “semplificata” rispetto alla procedura di interpello “standard” già prevista dalla normativa vigente per altre finalità.

-  (2) in caso di concessione in uso (contratti di licenza): l’esclusione da imposizione sarà applicata ai relativi redditi (royalties incassate) secondo le medesime percentuali di detassazione già viste, ovvero del 30% per il 2015, 40% per il 2016, 50% per il 2017;

-  (3) in caso di cessione: il regime di tassazione agevolata si applica anche al reddito delle plusvalenze derivate dalla cessione dei beni immateriali. In questo caso, la detassazione è integrale a condizione che entro la fine del secondo periodo di imposta successivo alla cessione almeno il 90% del corrispettivo sia reinvestito per attività di manutenzione e sviluppo di altri beni IP.

Il regime trova anche applicazione per le “somme ottenute come risarcimento e come restituzione dall’utile a titolo di responsabilità contrattuale o extracontrattuale, per inadempimento a contratti aventi ad oggetto i beni immateriali e per la violazione dei diritti sugli stessi beni”.

Per usufruire delle agevolazioni del regime Patent Box è necessario che i soggetti richiedenti svolgano attività di ricerca e sviluppo (R&S), tuttavia questo vicolo/requisito non deve spiazzare poiché la definizione adottata dal decreto attuativo è molto ampia ed arriva a comprendere, ad esempio:

- ricerche di mercato e spese pubblicitarie;

- deposito, ottenimento, mantenimento e rinnovo dei titoli di proprietà industriale;

- protezione degli stessi (contenziosi e contratti aventi per oggetto i beni immateriali).

Sul piano operativo, il quantum dell’agevolazione non è riferibile all’intero reddito derivante dal bene immateriale, ma fa riferimento a quella determinata in base al rapporto tra i vari costi di R&S sostenuti dal soggetto che chiede il beneficio, secondo la seguente formula:

Reddito agevolabile = (A / B) x C

in cui:

A indica i costi afferenti le attività di R&S (fiscalmente rilevanti) sostenuti per il singolo bene immateriale oggetto di agevolazione (c.d. “costi qualificati”);

B è dato dai costi complessivi (fiscalmente rilevanti) sostenti per la produzione del bene immateriale stesso (c.d. “costi complessivi”);

C sono i redditi derivanti dal bene immateriale. 

Il rapporto tra “A” e “B” risulterà sempre compreso tra 0 e 1, ciò significa che se un’impresa ha sostenuto direttamente tutti i costi di R&S relativi al bene di PI il rapporto citato sarà uguale a 1.

Come abbiamo detto il sistema “Patent Box” adottato dall’Italia è molto ampio poiché - a differenza degli altri Paesi europei - include anche i marchi, il know-how, i design non registrati e il diritto d’autore sul software.

A parere degli addetti ai lavori è probabile che questa “anomalia” verrà corretta a breve, togliendo dal sistema i titoli di PI appena elencati (quasi certamente i marchi), per questa ragione se l’impresa dispone di un portafoglio titoli di PI che include di questi diritti si consiglia  di attivare fin da subito il regime fiscale agevolato dal Patent Box.  

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In questa sede è possibile fornire solo un quadro sommario del “Patent Box”, per qualsiasi ulteriore informazione e/o approfondimento il nostro studio rimane a Vostra disposizione, segnalando che il nostro studio si avvale dell’appoggio e della collaborazione di uno studio professionisti specializzati in valutazione di beni di proprietà industriale e di procedure di interpello con l’Agenzia delle Entrate, al fine di supportare la propria clientela per l’istruzione delle procedure agevolative previste dal Patent Box.