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Per quanto concerne la tutela di marchi nei Paesi diversi dall’Italia, la disciplina sostanziale del marchio (requisiti del segno, effetti, durata ecc.) è simile a quella italiana, mentre possono essere diverse le procedure di rilascio.


In Italia l'esame della domanda di registrazione investe gli aspetti formali e il carattere distintivo del marchio, all'estero invece l’esame può essere più severo nella misura in cui abbia ad oggetto anche il requisito della novità del marchio, ovvero la verifica della possibile interferenza del segno oggetto della domanda con eventuali altri marchi già depositati/registrati.


Per la registrazione nei Paesi esteri esistono due alternative: o depositare la domanda di registrazione Paese per Paese oppure - per i Paesi che aderiscono all’Accordo e al Protocollo di Madrid - chiedere una singola registrazione internazionale (c.d. Marchio Internazionale), che consente di tutelare un marchio in più Stati attraverso una sola domanda di deposito redatta in una sola lingua e presentata presso un solo ente, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (O.M.P.I.).


Tuttavia il marchio internazionale non è un marchio unico, ma dà luogo ad un fascio di marchi nazionali soggetti alla legislazione dei Paesi designati.


Per poter registrare un marchio internazionale, occorre depositare un marchio italiano o comunitario che funga da “Marchio di base”. Il marchio internazionale resterà legato per cinque anni dalla sua registrazione al marchio di base, subendone direttamente le conseguenze in caso di nullità, decadenza o rifiuto di questo ultimo.


Per l'elenco dei paesi appartenenti all'Accordo e al Protocollo di Madrid che possono essere designati in sede di domanda di marchio internazionale o in sede di successiva estensione vedi il link a lato.