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Il diritto di marchio non è “assoluto” ma è circoscritto da due principi: quello di territorialità e quello di specialità.


In virtù del primo principio, il diritto di marchio e la sua tutela sono delimitati entro il territorio dello Stato in cui è stato registrato. Ciò significa che, in linea generale, dove non c'è registrazione, chiunque può usare il marchio senza che ciò possa essere vietato (con eccezione infatti dei marchi “rinomati” e “celebri”).


In base al principio di specialità invece, la registrazione esplica effetto limitatamente ai prodotti e servizi indicati nella registrazione e a quelli che si possono considerare affini.


Questo ultimo limite subisce un crescente temperamento man mano che cresce la notorietà e la rinomanza del marchio, il quale potrà quindi godere di una tutela c.d. “extramerceologica”.


Si pensi al marchio “MERCEDES” che in virtù della forte rinomanza acquisita gode di una tutela che trascende dal settore delle automobili.


Come detto anche il principio di territorialità, a fronte della rinomanza o celebrità del segno, subisce un temperamento.


Vediamo brevemente quali sono gli strumenti messi a disposizione dai vari ordinamenti giuridici per proteggere il marchio.


Il Marchio italiano ha efficacia limitatamente al territorio nazionale ed ha una durata decennale (ma è illimitatamente rinnovabile). Gli effetti giuridici della registrazione decorrono retroattivamente dalla data di presentazione della domanda. Quest’ultimo aspetto è assai rilevante poiché significa che si possono esercitare azioni legali anche sulla base della sola domanda senza attendere la registrazione.


Competente al rilascio è Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (U.I.B.M) che gestisce il registro dei marchi italiani.


Affinché il registro dei marchi non si trasformi in un “cimitero dei marchi”, la legge italiana, al pari di quelle vigenti in molti Stati, richiede che il marchio sia effettivamente utilizzato. Se il segno non viene utilizzato entro 5 anni dalla data del rilascio della registrazione oppure per un periodo superiore a 5 anni, dopo la registrazione il marchio decade. La decadenza deve tuttavia essere accertata con sentenza.

Da ultimo, va aggiunto che al pari di ciò che accade in gran parte dei Paesi, anche in Italia è ora possibile contestare una domanda di marchio attravreso la procedura di Opposizione che ha natura amministrativa e che si svolge direttamente dinnanzi l'U.I.B.M. Questa nuova opzione rende ancora più importante l'attivazione di un servizio di sorveglianza marchi al fine di monitorare le nuove domande di marchio che vengono depositate da parte di terzi.